Vincenzo Pagliuca

Nato a Broni (Pavia) nel 1980. Laureato in economia. Vive e lavora a Caserta. La sua attività di ricerca si rivolge all’ ambiente costruito, all’ architettura ed alle differenti tipologie di insediamenti umani. I suoi lavori sono stati presentati in mostre personali e collettive in diversi paesi europei. Vincitore nel 2013 del Premio Reportage Napoli Monitor. Il suo progetto sulle abitazioni rom di Scampia è stato premiato nel 2015 al Belfast Photo Festival ed al Kolga Tbilisi Award. Attualmente impegnato nel "laboratorio Irregolare" tenuto da Antonio Biasiucci.

"Mònos"

Vincenzo Pagliuca, con una laurea in economia e attivo in campo fotografico e turistico, ha realizzato la sua ricerca con una Mamiya 7, usando il colore e un’ottica fissa, setacciando tutto l’Appennino meridionale, dal basso Lazio all’Aspromonte, cercando e realizzando gli scatti in condizioni di luce precisa, fotografando nei mesi invernali e prima del sorgere del sole.

Al centro dell’immagine, nel processo di costruzione essenziale, le case isolate, per alcuni versi attrattori metafisici, immerse nel contesto naturale. Quelle case dei margini, spesso costruite senza nessuna ambizione, se non quella di occupare o presenziare lo spazio della natura ai bordi, architetture casuali, alle quali la fotografia restituisce relazioni, dimensioni, equilibrio. La ricerca visiva è sistematica e seriale, disegna una geografia meridionale rigorosa e compositamente controllata che evoca la progettazione della scuola tedesca.

Le sculture dell’uomo comune raccolgono segni e geometrie, aprono alla soggettività e all’amplificazione mentale, condizione paesaggistica che riflette un paesaggio topografico interiore. Il cemento dialoga con la terra, i mattoni e le lamiere interagiscono con gli alberi e l’erba, le tegole e le finestre parlano con cieli ancora stinti, le geometrie delle case si integrano alle linee difficilmente controllabili della natura. Queste case, nello sguardo prolungato e dialettico, l’una dopo l’altra, l’una insieme all’altra, sono il luogo del raccoglimento e del sogno, il set di un b-movie che alimenta la possibilità di comprendere lo spazio e definire, pensare, visionare la complessità dell’uomo e di un territorio a lui proprio.

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