Epifanie 03
 

Mostra a cura di Antonio Biasiucci
Convento di San Domenico Maggiore
Vico San Domenico, Napoli

Dal 12 Giugno - 31 Agosto 2021

epifanìa s. f. [dal lat. tardo epiphanīa, gr. ἐπιφάνεια, in origine agg. neutro pl., «(feste) dell’apparizione» e quindi «manifestazione (della divinità)», da īπιφανής «visibile», der. di īπιφαίνομαι «appa- rire»]. – 1. [...] Il termine, che nel mondo religioso greco indicava le azioni con cui la divinità si manifestava, passò nel mondo cristiano a designare la celebrazione delle principali manifestazioni della divinità di Gesù Cristo [...] 2. Nel linguaggio letter., la parola è talora usata con il sign. originario di manifestazione: l’e. dello spirito (D’Annunzio).

Al terzo appuntamento di presentazione dei progetti realizzati nell’am- bito di LAB/Per un laboratorio irregolare, il titolo epifanie si fa ancor più manifesto. Rivelare quanto svolto nel corso degli ultimi tre anni equivale a rivelarsi alla fine di un percorso che non è solo professio- nale ma umano, un esercizio di osservazione della realtà che non può prescindere dall’osservazione di se stessi. La domanda di partenza del LAB, “cosa è importante in questo momento della tua vita”, è essa stessa uno stimolo a interrogarsi. Questi progetti nascono quindi da un’urgenza, che trova nella fotografia non solo un medium tecnico di restituzione dell’immagine ma uno strumento introspettivo, in alcuni casi terapeutico. Emerge su tutto la dimensione relazionale che fa da colonna portante a tutto il laboratorio: relazione con i soggetti ritratti nelle fotografie, con i quali si instaura un rapporto di esplorazione e conoscenza che conduce al risultato finale, ma anche e soprattutto con i compagni d’avventura. Antonio Biasiucci è colui che accende il dialogo, lo rende possibile in una dimensione orizzontale dove lo scam- bio è continuo e per questo sempre formativo. Sarà per tale ragione che, pur nell’assoluta diversità e indipendenza delle ricerche individuali in termini di soggetti, temi e approcci al medium fotografico, alcune suggestioni ritornano da un progetto all’altro in un gioco di assonanze che restituisce un quadro organico, inteso qui proprio come organismo le cui parti si completano a vicenda. Tracce comuni declinate in modo differente, ma utili a delineare un possibile percorso. C’è, per esempio, il concetto di indefinibilità, formale e concettuale, che apre nuovi spira- gli, opportunità, soluzioni. L’invito a superare i dualismi, prendendo atto delle sfumature di percezione e significato. O ancora, il rapporto con il sacro e con il sovrannaturale, che si esplica nella dimensione del rito. Su tutto, la tensione sempre presente tra l’individuale e l’universale, il micro e il macro, il personale e il collettivo. Nel focalizzarmi sui singoli progetti ho identificato delle parole-chiave, di cui riporto la stretta definizione da vocabolario, con incluse le diverse accezioni. In un gioco interno di richiami, queste appaiono a un certo punto quasi interscam-

biabili, concetti fluidi in grado di scorrere tra un progetto e l’altro, ma non solo. La loro giustapposizione ci restituisce concetti legati alla stessa fotografia, in senso più astratto. Dove l’invisibile diventa visibile, assumendo il valore epifanico che le riconosciamo.

Alessandra Troncone



Artisti in mostra: Paolo Covino, Alessandro Gattuso, Valeria Laureano, Laura Nemes-Jeles, Claire Power,  Ilaria Sagaria, Giuseppe Vitale, Tommaso Vitiello