LABORATORIO IRREGOLARE

Il "LAB\per un laboratorio irregolare" è un laboratorio a cura di Antonio Biasiucci, arrivato alla terza edizione e nato in modo spontaneo nell'ottobre 2012 dall’incontro dell'artista con un gruppo di giovani fotografi. 

 

Per circa due anni, a cadenza bisettimanale, Biasiucci segue gratuitamente 8 ragazzi nel loro percorso artistico, guidando ognuno nella produzione di un progetto di ricerca personale e di una mostra collettiva. Ogni passaggio di questo percorso, dalla creazione del progetto, alla realizzazione di un portfolio, all’allestimento e all’organizzazione della mostra, fino alla stampa del catalogo, rientra nell’attività del laboratorio. L’esperienza nasce dall’esigenza di creare un percorso per giovani artisti. 

L’idea di Antonio Biasiucci è di trasmettere un metodo che eserciti ad una costante azione critica sul proprio lavoro. “Il laboratorio – scrive Leo De Berardinis citando Antonio Neiwiller, amico e ispiratore di Biasiucci - è lo stimolo a solleticare le corde interne del pensiero e dell’emozione, affinché diventino delle epifanie pure e scarnificate”. Un laboratorio ha significato solo per il valore di approfondimento che rappresenta: in questo senso, la guida di Biasiucci nei confronti dei partecipanti al laboratorio esula completamente dal mero contenuto tecnico, per sollecitare diversi percorsi personali di ricerca visiva e definire quali siano le immagini guida in cui i ragazzi possano riconoscersi, al di là del puro espediente. Il laboratorio spinge a guardarsi dentro e dall’approfondimento generato da questo sguardo emergono differenti punti di vista e linguaggi. Chi si guarda dentro, infatti, non può che produrre diversità. Progetti eterogenei, ma guidati da un unico metodo.

 

“LAB\per un laboratorio irregolare” è anche un'associazione culturale senza scopo di lucro, a cui aderiscono - insieme a Biasiucci - i partecipanti delle varie edizioni dei laboratori, che promuove o supporta progetti e attività culturali e sociali all'interno della diffusione della fotografia di ricerca a Napoli e non solo. Negli anni si sono create sinergie con diverse associazioni e realtà da cui sono nati vari progetti, tra cui “OpenHeArt” in collaborazione con il Museo Archeologico di Napoli, il Polo museale della Campania e Villa Pignatelli – Casa della fotografia, le associazioni AZTeCA, Pianoterra Onlus, Occhi Aperti, Incontri internazionali d’Arte e il Dipartimento di Scienze Politiche e della Comunicazione.

ANTONIO BIASIUCCI

Antonio Biasiucci nasce a Dragoni (Caserta) nel 1961. Nel 1980 si trasferisce a Napoli, dove comincia un lavoro sugli spazi delle periferie urbane e contemporaneamente una ricerca sulla memoria personale, fotografando riti, ambienti e persone del paese nativo. Nel 1984 inizia una collaborazione con l’Osservatorio vesuviano, svolgendo un ampio lavoro sui vulcani attivi in Italia. Nel 1987 conosce Antonio Neiwiller, attore e regista di teatro: con lui nasce un rapporto di collaborazione che durerà fino al 1993, anno della sua scomparsa. Fin dagli inizi la sua ricerca si radica nei temi della cultura del Sud e si trasforma, in anni recenti, in un viaggio dentro gli elementi primari dell’esistenza. Ha ottenuto importanti riconoscimenti, tra cui, nel 1992, ad Arles, il premio “European Kodak Panorama”; nel 2005 il “Kraszna/Krausz Photography Book Awards”, per la pubblicazione del volume Res. Lo stato delle cose (2004) e, nello stesso anno, il “Premio Bastianelli”; nel 2016 Premio Cultura Sorrento. Numerosissime le mostre personali e le partecipazioni a mostre collettive, a festival e rassegne nazionali e internazionali. Ha collaborato inoltre a diversi progetti editoriali, e ha partecipato a importanti iniziative culturali di carattere sociale. Nel 2012 fonda il Lab per un laboratorio irregolare, un percorso per giovani fotografi, a cui trasmettere un metodo di costante approfondimento e critica del proprio lavoro.Attualmente insegna “Fotografia come linguaggio artistico” all'Accademia di Belle Arti di Napoli.

Biasiucci è stato invitato fra gli artisti del Padiglione Italia alla Biennale di Venezia del 2015.

Molte sue opere fanno parte della collezione permanente di musei e istituzioni, in Italia e all’estero, tra cui: Istituto nazionale per la grafica, Roma; MAXXI, Roma; PAN Palazzo delle Arti, Napoli; MADRE-Museo d’Arte Contemporanea Donna Regina, Napoli; Metropolitana di Napoli; Galleria Civica di Modena; Museo di fotografia contemporanea Villa Ghirlanda, Cinisello Balsamo (Milano); Fondazione Sandretto Re Rebaudengo per l’Arte Contemporanea, Guarene (Cuneo); Fondazione Banco di Napoli; Collezione Banca Unicredit, Bologna; Bibliothèque nationale de France, Parigi; Maison Européenne de la Photographie, Parigi; Château d’Eau, Tolosa; Musée de l’Elysée, Losanna; Centre de la Photographie, Ginevra; Fondazione Banca del Gottardo, Lugano; Centre Méditerranéen de la Photographie, Bastia; Galerie Freihausgasse, Villach (Austria); Departamento de investigación y documentación de la Cultura Audiovisual, Puebla (Messico), Mart, Rovereto, Pio Monte Della Misericordia, Napoli; Fondazione Modena per la fotografia.